Sono due gli esempi concreti di cooperazione con l’Africa alla voce infrastrutturazione strategica: l’interconnettore ELMED e il Corridoio Lobito, ovvero due iniziative che fanno di Italia e Ue i principali soggetti attivi nell’Africa di domani e che potranno contare su una preziosa cornice progettuale e istituzionale che si chiama Piano Mattei.
L’interconnettore rientra all’interno della programmazione energetica, ovvero uno degli ambiti di cooperazione più promettente e rilevante nei rapporti che l’Italia e l’Europa possono stringere con l’Africa. Non solo un naturale moltiplicatore di opportunità di crescita, occupazione e benefici socio-economici per tutte le parti coinvolte, ma nel merito un cavo sottomarino di collegamento elettrico tra Italia e Tunisia che si rivela altamente strategico per i due Stati, destinati così a vedere aumentare anche il proprio peso specifico nel Mediterraneo.
Inoltre l’Italia in questo modo diventa effettivamente hub di approvvigionamento energetico e al contempo incarna il ruolo di ponte tra Europa, Africa e Medio Oriente.
ELMED, nello specifico metterà, in collegamento i sistemi elettrici di Europa e Nord Africa, grazie alla cooperazione tra Terna e Steg, le società che gestiscono le reti elettriche dei due Paesi. Dunque ELMED sarà la prima interconnessione in corrente continua tra i due continenti. Punto di partenza sarà Partanna, in Sicilia, per approdare a Mlaabi, nella penisola tunisina di Capo Bon, per una lunghezza complessiva di circa 220 chilometri di cui circa 200 km in cavo sottomarino, con una potenza di 600 MW e una profondità massima di circa 800 metri. Il caso di ELMED può e deve fungere da modello da replicare ed espandere.
Il Corridoio di Lobito è un’infrastruttura ferroviaria strategica da 1.600 km che unirà l’Oceano Atlantico (Angola) a Zambia e RDC, consentendo il trasporto di minerali critici. Per Usa, Ue e Piano Mattei è una sfida chiave alla Cina.
Il nocciolo del progetto è stato attenzionato anche in occasione del G7 di Borgo Egnazia a guida italiana, dove per la prima volta è stato manifestato il tramite del Piano Mattei, per certificare come le rotte della nuova globalizzazione incrociano le sfide di concorrenti sistemici come la Cina, che in Africa operano da anni nel ‘silenzio’ politico dell’Europa, che non ha fino ad oggi immaginato una qualche contromossa.

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