di Francesco De Palo
La strategia italiana di proiettare i propri interessi geopolitici, economici e culturali sullo scacchiere internazionale passa da un concetto ampio e articolato: l’Italia globale all’interno del Mediterraneo Globale.
Contare, imporsi, dialogare, costruire. Quattro assi programmatici che negli ultimi cinquant’anni sono stati più volte sottovalutati dalla classe politica italiana per via di un’impronta ricurva su se stssa e poco propensa all’inversione delle tendenze al declino.
Invece una forte proiezione mondiale è propedeutica ad una serie di azioni secondarie, tutte interconnesse, come l’attenzione verso aree lontane (l’indopacifico), la strutturazione di politiche lungimiranti, la creazione di nuove partnership mai coltivate prima, il posizionamento di Roma al centro dell’agorà diplomatica internazionale.
In questo senso, il protagonismo nel Mediterraneo con il Piano Mattei è basilare, sia per sostenere parimenti il consolidamento dei rapporti transatlantici, sia per indicare anche all’Ue la nuova strada da seguire (Imec e Africa si devono specchiare geopoliticamente).
Anche per questa ragione, il Presidente del Consiglio Giorgia Meloni è diventata agli occhi della stampa internazionale la vera novità politica di questo quadriennio: inoltre è stata la leader globale più importante del 2025, secondo i lettori del Telegraph, davanti a Milei e Trump. Non solo merito di valori come identità, pragmatismo e influenza europea, ma anche per l’essere riuscita ad imporre l’agenda europea sul tema della migrazione.
Tutto si lega, sia per le politiche di buon governo che hanno fatto fare all’Italia un salto in avanti rispetto ai pasticci del passato, sia per i risultati in scacchieri lontani ma determinanti, come i paesi del Golfo e appunto l’Africa.
Med-Global, dunque, nasce per raccontare un legame storico e indissolubile, quello tra mare nostrum e continente nero, che nell’ultimo ventennio non solo è stato drammaticamente sottovalutato, ma è stato approcciato con iniziative predatorie, spesso sciatte, o dettate dall’interesse di una parte, o addirittura guidate da errori clamorosi, come il caos provocato in Libia, le cui conseguenze sono ancora sotto gli occhi di tutti.
Oggi quel legame parla una nuova lingua, quella del piano Mattei.
(Foto: Governo.it)

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